CABOTO

Montagne di ghiaccio si specchiano candide nel mare blu, abeti aguzzi sembrano penetrare le nubi, mentre le aquile solcano il cielo con le ali ferme e i grattacieli di vetro riflettono tramonti d’oro: con immagini di rara suggestione il Canada rende onore al navigatore italiano Giovanni Caboto, che approdò sulle sue coste il 24 giugno del 1497 a bordo del piccolo veliero Matthew.

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Caboto

“I Caboto e il Nuovo Mondo” è un documentario co-prodotto da RAI International e dalla G.B. produzioni s.r.l. che, avvalendosi di nuovi importanti ritrovamenti d’archivio e studi accurati, ha realizzato un operazione culturale di vasto respiro con cui si rende finalmente giustizia a questo misterioso navigatore che gettò, per l’Inghilterra, il seme del futuro impero.
Giovanni Caboto e suo figlio Sebastiano, tra il 1497 e il 1526, navigarono sotto le bandiere dell’Inghilterra e della Spagna, vivendo un’avventura umana e scientifica che ha aperto spazi incommensurabili alla civiltà occidentale mettendo in contatto popolazioni tra loro sconosciute.
Fu anche grazie a questi due intrepidi navigatori, per esempio, che Vecchio e Nuovo Mondo cominciarono a scambiarsi prodotti della terra come patate, pomodori, cacao, ananas, peperoni e animali come il tacchino che così poterono diffondersi in Europa modificando per sempre l’alimentazione dei suoi abitanti.


La narrazione si articola in diverse fasi:
1) Le ipotesi sul luogo di nascita di Giovanni Caboto: Genova o Gaeta?
2) La permanenza a Venezia e i viaggi nel Mediterraneo;
3) Il viaggio da Venezia a Valencia, Lisbona e Bristol per illustrare ai regnanti il suo progetto di navigazione cercando – come Cristoforo Colombo – “L’oriente per il ponente”.

4) L’autorizzazione di Enrico VII d’Inghilterra, il primo viaggio con la Matthew e la scoperta di Terranova e del Canada;
5) Il secondo viaggio, nel 1498, che vide la sua misteriosa scomparsa;
6) Il terzo viaggio del figlio Sebastiano alla ricerca di un passaggio a nord-ovest verso quelle indie he, con le scoperte geografiche di quegli anni si allontanavano sempre di più.
Durante i 60 minuti del documentario scorrono sullo schermo immagini suggestive come le riprese della cerimonia di Capo Bonavista, culmine delle manifestazioni cabotiane, durante la quale la Regina d’Inghilterra Elisabetta II ha accolto, a 500 anni esatti dall’arrivo di Giovanni Caboto, l’arrivo di una replica della nave Matthew partita anch’essa dal porto di Bristol e immagini di grande impatto spettacolare come quelle del Cabot Trail, un itinerario tra montagne e oceano dedicato al navigatore italiano, delle foreste e dei laghi della Nuova Scozia e di Terranova.
La ricerca iconografica è stata particolarmente accurata tanto da consentire la realizzazione di riprese di grande valore documentaristico, come quelle degli strumenti di navigazione dei secoli passati conservati nel Museo Stewart di Montreal e del relitto di una nave del diciassettesimo secolo.

Non da meno è risultata la ricerca storica che si è avvalsa, per esempio, delle testimonianze rese dagli insediamenti francesi e scozzesi nell’isola di Cape Breton e nei luoghi di Guglielmo Marconi a St. John’s, Terranova.

Le basi scientifiche del lavoro sono state garantite da un intervento del Senatore a vita Paolo Emilio Taviani, massimo esperto delle imprese di Cristoforo Colombo e dalla consulenza dei professori Francesco Surdich, dell’Università di Genova e Simonetta Conti, dell’Università di Roma.


America

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Europa

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Asia

Asia

Non da meno è risultata la ricerca storica che si è avvalsa, per esempio, delle testimonianze rese dagli insediamenti francesi e scozzesi nell’isola di Cape Breton e nei luoghi di Guglielmo Marconi a St. John’s, Terranova.

Le basi scientifiche del lavoro sono state garantite da un intervento del Senatore a vita Paolo Emilio Taviani, massimo esperto delle imprese di Cristoforo Colombo e dalla consulenza dei professori Francesco Surdich, dell’Università di Genova e Simonetta Conti, dell’Università di Roma.

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